La Commissione UE propone l’aumento dei dazi antidumping sulla stoviglieria cinese

Confindustria Ceramica concorda sulla necessità della nuova misura per contrastare pratiche sleali.

Con una nota ufficiale, Confindustria Ceramica ha espresso la propria posizione favorevole in merito alla proposta della Commissione UE di aumentare i dazi antidumping sulle importazioni di stoviglieria in ceramica provenienti dalla Cina. Secondo l’associazione – che rappresenta tutti i comparti della produzione ceramica in Italia, incluso quello della stoviglieria e porcellana da tavola:

questa misura è fondamentale per contrastare pratiche sleali che creano distorsioni anti-competitive e che da anni danneggiano la manifattura europea, avendo già determinato la chiusura di oltre 60 aziende e la perdita di quasi 10.000 posti di lavoro in tutta Europa”.

La questione dei dazi antidumping in questo specifico settore non è nuova. Introdotti dalla UE per la prima volta nel 2012-2013, sono poi stati riconfermati nel 2019 in seguito all’indagine che evidenziò la permanenza di pratiche sleali, inclusi i tentativi di elusione dei dazi, con esportazioni che venivano riorientate attraverso altri paesi.

>L’ultima indagine del 2025, condotta secondo le regole del WTO, ha portato la Commissione a proporre un dazio antidumping pari al 79%, ben più alto rispetto a quello attuale compreso tra il 13,1% ed il 36,1%. Questa decisione è arrivata dopo aver riscontrato livelli di dumping delle importazioni cinesi incredibilmente elevati (anche pari al 446,5%).

Secondo Confindustria Ceramica:

non fermare il dumping cinese significherebbe favorire un modello di business fondato sull’importazione di prodotti venduti a prezzi incompatibili con qualunque costo industriale europeo”.

Il nuovo dazio proposto – si legge nella nota - tutela non solo le imprese europee produttrici di stoviglieria e i posti di lavoro qualificati che esse garantiscono, ma anche l’intera filiera industriale, che comprende la ceramica artistica, produttori di design, pigmenti ceramici, lavorazioni tecnologiche avanzate e fornitori di metalli preziosi per decorazioni, che impiegano circa 5.000 addetti.

Come sottolinea il consigliere di Confindustria Ceramica Amedeo Sala:

un modello industriale basato sul dumping economico, sociale ed ambientale rappresenta una minaccia di desertificazione produttiva e perdita di competenze, con l’aggiunta che l’assenza di una produzione italiana ed europea determinerebbe l’impossibilità, da parte del consumatore, di scegliere in un regime di concorrenza”.

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