Export, motore di traino per l'industria ceramica italiana


Risalita in corso per l’industria ceramica italiana che nel 2010, grazie al trend positivo delle esportazioni (+2,7%), ha guadagnato alcune posizioni di vantaggio sul 2009.

Il pre-consuntivo d’anno ridimensiona il precedente valore dell’export, registrato a fine settembre, da cui si evinceva una crescita del 5,65%, grazie alle buone performance realizzate sui mercati dell’Asia, Stati Uniti, Francia, Germania e Russia.  L’ultimo trimestre dell’anno risulta, di fatto, il più gravoso a causa delle difficili condizioni climatiche che non favoriscono le esportazioni.

Al 30 settembre 2010 i Paesi UE verso cui le aziende italiane avevano realizzato le maggiori incidenze di fatturato risultavano Germania (+5%), 26.4 milioni di metri quadri di piastrelle, per un valore di 336.3 milioni di euro e Francia 40.4 milioni di mq per un totale di 508 milioni di euro. Da segnalare gli incrementi in Finlandia (+7,64%), 2,3 milioni di mq venduti pari a 27 milioni di euro e Svezia (+8,31%), 3,2 milioni di mq corrispondenti a un fatturato di 42 milioni di euro.
Tra i Paesi extra UE i migliori risultati si sono ottenuti in Russia (+9,78%) con 2,6 milioni di mq e 61.9 milioni di euro, e Svizzera (+7,71%), 5,7 milioni di mq venduti e 86 milioni di euro. Segno + anche negli Stati Uniti (+14,61%)  dove sono stati venduti 20.7 milioni di mq per un totale di 267.9 milioni di dollari mentre, sul mercato asiatico si sono esportati 22.1 milioni di mq di piastrelle, per un controvalore in euro di 267.2 milioni (+25,92%).  

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