Italia, gli investimenti in costruzioni al palo

Italia, gli investimenti in costruzioni al paloBologna, 18 ottobre 2002 - Nel 2002 gli investimenti in costruzioni cresceranno del 2,3% rispetto al 2001. Il dato, positivo, mostra comunque una netta tendenza al rallentamento per il settore, che l'anno scorso aveva raggiunto un valore di 100.946 milioni di euro, pari all'8,3% del PIL. Quanto al 2003, gli investimenti in costruzioni non mostreranno significativi sviluppi, restando fermi ai livelli dell'anno in corso. Le previsioni arrivano dall'Ance, che le ha diffuse in occasione dell'apertura del Saie 2002, il Salone Internazionale dell'Industrializzazione edilizia in corso a Bologna.

Le stime per il 2002 fornite dall'associazione dei costruttori divergono in positivo rispetto a quelle formulate in questi giorni dal governo nella Relazione previsionale e programmatica, che ipotizza una crescita dello 0,4%. Nonostante il rallentamento della crescita, infatti, si conferma il ruolo trainante del settore rispetto al complesso dell'economia nazionale. Questa funzione anticiclica però - ammonisce l'Ance - rischia di venire messa in discussione nei prossimi anni: nel 2003 le previsioni in termini reali sarebbe +0,6%. "La stima - evidenzia l'associazione - nasce dagli effetti della soppressione di due importanti strumenti di sostegno all'attività di costruzione che hanno dato finora rilevanti risultati: le agevolazioni per gli interventi di ristrutturazione (il cosiddetto 36%) e la legge Tremonti bis).

Negli approfondimenti, i dati per ciascun comparto.
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Edilizia abitativa e riqualificazioneEdilizia abitativa e riqualificazione

Nel 2002 tutti i comparti di attività evidenziano una crescita più contenuta rispetto al 2001, salvo gli interventi di riqualificazione. Per l'edilizia abitativa, le stime Ance parlano di un aumento del 2,5% in quantità (3% nel 2001) dovuto sia allo sviluppo della nuova edilizia residenziale (2%), sia agli interventi di riqualificazione (3%9. La crescita della nuova produzione di abitazioni deriva esclusivamente da iniziative private. Stazionari, invece, i livelli di attività dell'edilizia residenziale pubblica, che nel Nor-Est evidenzia segnali di flessione. Gli interventi di riqualificazione del patrimonio abitativo sono il segmento di mercato dove i ritmi di crescita sono migliori (2,5% nel 2001, 3% nel 2002), con una particolare spinta nelle regioni del Mezzogiorno.
Non residenziale e opere pubblicheNon residenziale e opere pubbliche

Per i fabbricati non residenziali destinati ad attività economiche, l'Ance stima una crescita del 3% nel 2002, anche grazie alle agevolazioni previste dalla Tremonti bis per l'acquisto di beni strumentali. Secondo l'associazione dei costruttori, per rendere l'effetto di queste agevolazioni ancora più efficace occorrono tempi di applicazione adeguati, che consentano la pianificazione e la conclusione di una nuova iniziativa edilizia. Quanto al settore delle opere pubbliche, è contrassegnato da un netto e progressivo ridimensionamento del tasso di crescita (0,8% nel 2002, 2,5% nel 2001). Alla crescita dei livelli produttivi al Centro-Nord si contrappone una sensibile flessione nel Sud.
L'andamento dei lateriziL'andamento dei laterizi

Nel 2001 il settore dei laterizi, secondo l'Ance, ha avuto un incremento dell'1,2%, che si è tradotto in una produzione complessiva di 18.086.503 di tonnellate (contro le 17.872.735 del 2000). Tra i diversi prodotti, i risultati migliori si segnalano per i blocchi da tamponamento in laterizio normale (+32,13 sul 2000), i blocchi da solaio per getto in opera (+18,45%), i fondelli per architravi e travetti tralicciati (+13,24%), i blocchi da solaio per pannelli (+6,45%), tavelle e tavelloni (+6,69%) e le classiche tegole (+6,45%). Sono invece in flessione altri prodotti: i blocchi da tamponamento in laterizzio alleggerito (-4,55%), quelli in laterizio normale per murature portanti (-3,66%), e i mattoni pieni e semipieni (-4,51%). Buoni anche i risultati del faccia a vista (+3,54% la produzione di mattoni estrusi), mentre sono relativamente stabili i prodotti a pasta molle (-0,24%) e pressati (-0,14%).

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