L'industria ceramica italiana si salva con l'export

Duemiladodici: un altro anno di sofferenza per l'industria ceramica italiana composta dai comparti produttori di piastrelle, sanitari, stoviglieria e refrattari, mitigata in parte solo dagli ottimi risultati registrati dalle 20 aziende produttrici di piastrelle ceramiche residenti all'estero. E' questo, in sintesi, il quadro che emerge dai dati dell'indagine statistica annuale realizzata da Confindustria Ceramica e presentata l'11 giugno scorso.

Complessivamente, il settore ha raggiunto un fatturato di 6,6 miliardi di euro, stabile sui livelli 2011, con vendite oltre confine per il 75%. In calo la forza occupazionale a 35.801 addetti (1.257 dipendenti in meno rispetto al 2011), mentre il numero delle aziende attive si assesta su 265 unità (8 in meno rispetto al 2011).

In frenata per tutti i quattro comparti le vendite sul mercato italiano, mentre il valore delle esportazioni risulta positivo solo per il settore delle piastrelle.

 

L'industria delle piastrelle

A fine 2012 le aziende produttrici di piastrelle attive sul territorio italiano sono state 159 (-4 rispetto al 2011), con 21.355 addetti (-3,7%) e una produzione di 367,2 milioni di metri quadrati (-8,3%). Le vendite si sono attestate a 382,2 milioni di metri quadrati (-7,5%): in forte caduta quelle destinate al mercato domestico, scese dai 114,9 milioni di mq del 2011 ai 93,2 del 2012 (-18.9%); flessione decisamente più contenuta per le esportazioni, scese a 289 milioni di metri quadrati (-3,1%).

In valore, il fatturato realizzato con vendite sul mercato interno si è contratto del 19,8%, scendendo a 919 milioni di euro, mentre l'aumento del prezzo medio di vendita all'esportazione ha consentito di portare in terreno positivo il fatturato export, salito a 3,66 miliardi di euro (+2,6% sul 2011). Il fatturato totale è risultato pari a 4,58 miliardi di euro (-2,8%).

Rimangono significativi gli investimenti del settore sul fronte innovazione, in ulteriore crescita sul 2011 del 2,8% per un totale di 255,5 milioni di euro (valore superiore al 5,5% del fatturato annuale).

 

Ottimi risultati per le aziende localizzate all'estero

Ai risultati conseguiti dalle aziende produttrici di piastrelle operanti in Italia si contrappongono quelli decisamente brillanti delle aziende localizzate in Paesi esteri (Nord America ed Europa), ma societariamente riconducibili a gruppi ceramici italiani.

Le 20 operation produttive all'estero, che occupano 7.500 addetti, hanno prodotto complessivamente 139,6 milioni di metri quadrati (+14,7% sul 2011), realizzando vendite per 141,5 milioni mq (+11,1%).

Si conferma il fenomeno dell'internazionalizzazione produttiva destinata a servire il mercato sede dello stabilimento: sono stati infatti 116,1 i milioni di metri quadrati venduti nella stessa nazione di produzione, con una quota del totale pari all'82%, mentre 25,4 milioni di metri quadrati (+17,6%) sono stati esportati in Paesi terzi.

Il fatturato 2012 delle 20 società estere ha raggiunto 1.195 milioni di euro (+14,3%), di cui 983,4 milioni derivanti dalle vendite domestiche (+13,4%) e 211,7 milioni (+18,73%) dalle esportazioni.

 

ConfCeram1 BIG

Hai trovato utile questo articolo?

Unisciti alla community di CWW per ricevere ogni 15 giorni le principali novità da tutto il mondo sul settore ceramico

Leggi altro in "Economia e mercati"