Gruppo Pamesa tra acquisizioni e investimenti strategici

Il colosso ceramico spagnolo chiude il 2024 quintuplicando i profitti e compra Natucer entrando nel segmento dei piccoli formati.

Superate le difficoltà del 2023, anno critico per il settore ceramico, il Gruppo Pamesa si lascia alle spalle un 2024 dimostrando una capacità di crescita non indifferente in termini di redditività, tale da assorbire senza particolari patemi il calo del 5% del fatturato consolidato relativo alle tre linee di business - ceramica, materie prime, energia.

Il giro d’affari è sceso infatti a 1.132 milioni di euro, di cui 926 milioni (-3% sul 2023) realizzati con la vendita di ceramica, 168 nel segmento materie prime (-18%) e 39 nella divisione energia (+18%). Per contro, i margini sono volati: l’Ebitda è salito a 192 milioni di euro (il 17% del fatturato), contro i 106 dell’anno precedente, mentre l’utile ante imposte ha raggiunto i 114 milioni di euro (il 10,1% dei ricavi), quintuplicando i 21 milioni del 2023.

Presentando i dati alla stampa lo scorso 29 luglio, il Presidente Fernando Roig ha spiegato che parte dell’aumento degli utili è da attribuire al cambio del fornitore di gas (da Endesa a Naturgy), che ha contribuito ad un risparmio intorno agli 85 milioni di euro.

Entrando in tema di vendite, il patron di Gruppo Pamesa ha sottolineato come nel 2024 il gruppo abbia servito 14.200 clienti in 167 paesi, con una quota di export pari al 68%. Roig si è inoltre detto fiducioso per l’andamento dell’anno in corso, anticipando la previsione di risultati in ulteriore crescita.

Sul fronte occupazionale, Pamesa ha raggiunto i 3.076 addetti (279 in più rispetto al 2023, +10,4%), di cui il 99,2% a tempo indeterminato. Di fatto, il gruppo concentra il 20% dell’occupazione del settore ceramico della provincia di Castellón. L’impegno verso il capitale umano e la fidelizzazione del personale si riflette anche nella politica retributiva di Pamesa, che – ha segnalato Roig - ha distribuito nel 2024 oltre 10,5 milioni di euro di incentivi ai dipendenti, oltre a garantire salari netti superiori sia alla media nazionale (il 32% in più) sia alla media del settore (il 14% in più).

L’acquisizione di Natucer

Da inizio 2025, il Grupo Pamesa ha realizzato investimenti per un totale di 65 milioni di euro, per lo più orientati all’innovazione e all’aumento della capacità produttiva, oltre che per l’acquisizione di Natucer, l’operazione sicuramente più significativa, formalizzata e annunciata da Fernando Roig proprio durante la conferenza stampa del 29 luglio.

Fondata nel 1988 da Manuel Rubert, Natucer è un’azienda storica del distretto di Castellon, specializzata in ceramica estrusa e piccoli formati; un’operazione quindi strategica per Pamesa che così completa perfettamente la gamma prodotta dagli altri sette brand del gruppo (Pamesa, Ecoceramic, Geotiles, Navarti, Tau, Prissmacer, Ascale). L’acquisizione, conclusa in tre mesi dai primi contatti a Coverings 2025, ha portato in dote i due stabilimenti Natucer di Onda e Betxí, 158 dipendenti e soprattutto una produzione che si colloca nella fascia alta del mercato e con una presenza interessante soprattutto negli Stati Uniti.

A sottolinearlo è Fernando Roig, che non nasconde la fiducia nel progetto di espansione sul mercato a stelle e strisce, nonostante l’incognita dazi:

“Abbiamo dimostrato di saper crescere anche in scenari complessi”.

Nel 2024 Natucer ha registrato ricavi per 32 milioni di euro, una cifra che Roig punta a far crescere già da quest’anno:

“Faremo un gran lavoro e sono fiducioso che sarà un’acquisizione di grande valore”.

Già previsto, intanto, il completamento della nuova showroom entro fine anno.

Gli investimenti tecnologici del 2025

Di rilievo anche gli investimenti tecnologici condotti dal gruppo nei primi sette mesi di quest’anno.

Nella fabbrica di Almassora sono entrate in funzione due presse continue Supera® che permettono di fabbricare lastre fino a 360x120 cm e sottoformati (120x120, 60x120, 60x60, 30x60 cm), con spessore 7,8 mm. Per ampliare la gamma, sono stati lanciati anche i nuovi formati 160x160 cm e 100x100 cm.

Nello stabilimento di Ascale, a l’Alcora, è entrato in funzione in agosto il terzo forno che aumenta del 50% la produttività, affiancato da una stampante digitale con 24 barre colore, tecnologia unica nel panorama europeo e già introdotta anche in Pamesa Porcelánico.

Nel campo dello sviluppo di nuovi prodotti, il gruppo ha lanciato il sistema Quick Cerámica 2.0, una soluzione di posa a secco che riduce i tempi di installazione.

Oltre agli interventi industriali, Pamesa ha realizzato nuovi investimenti anche nelle miniere di argilla e ha completato l’ampliamento dello showroom di Geotiles che ora dispone di 1.100 mq espositivi.

Sostenibilità ambientale

Anche dal punto di vista ambientale, Pamesa ribadisce l’impegno verso la massima sostenibilità dei suoi processi produttivi basata sul modello “residuo zero” e sull’uso di energie rinnovabili. Il Gruppo recupera il 100% delle acque reflue, pari a 1,5 milioni di tonnellate l’anno, e 217mila tonnellate di residui solidi.

Il parco fotovoltaico da 121mila metri quadrati (con una potenza installata di 22,6 MWp) consente di evitare l’emissione di 7.900 tonnellate di CO2 ogni anno, mentre altre 15.700 tonnellate di CO2 sono evitate grazie al sistema di recupero di energia termica dai forni da cui ogni anno si recuperano 20.800 MWh per alimentare gli essiccatoi e 57.500 MWh convogliati agli atomizzatori. Complessivamente, il taglio di emissioni di anidride carbonica equivale al beneficio apportato da 709mila alberi.

Discorso a parte merita il tema della cogenerazione, di cui Fernando Roig ha parlato nel corso della conferenza stampa, sottolineando quanto il settore ceramico e lo stesso gruppo Pamesa sia penalizzato dalla situazione di incertezza normativa e mancanza di sostegno verso questa tecnologia. Nel caso di Pamesa, pur disponendo di 100 MW di potenza installata, il 30% degli impianti ha terminato la propria vita utile nel 2022 e da allora è fermo, in assenza di un quadro normativo che ne permetta il rinnovo; peraltro, il nuovo schema previsto per il 2025 imporrebbe condizioni, quali l’obbligo di un autoconsumo del 30%, difficilmente applicabile nel settore ceramico.

L’impegno sul territorio

In chiave sociale, Pamesa collabora con vari centri socio-occupazionali della Comunità Valenciana dedicati all’inserimento al lavoro di persone con disabilità, offrendo lavoro e formazione nell’ambito della realizzazione di trencadis. Importante anche il sostegno offerto dopo la tragica alluvione dell’ottobre 2024: oltre ad aiuti concreti a dipendenti e clienti colpiti, sono stati donati materiali per il ripristino delle scuole e degli impianti sportivi.

Fernando Roig
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