Produzione e consumo mondiale di piastrelle di ceramica (2024)
Il Centro Studi Acimac/MECS anticipa su Ceramic World Review i dati principali della 13a edizione dello studio annuale “Produzione e consumo mondiale di piastrelle ceramiche”. Nel 2024 i volumi globali di produzione e consumo di piastrelle sono calati rispettivamente del 6,2% e del 6,8%. In flessione del 2,5% anche i flussi di import-export.
Sarà disponibile a breve la 13a edizione del volume “Produzione e consumo mondiale di piastrelle ceramiche” realizzato da MECS / Centro Studi Acimac. Lo studio – di cui Ceramic World Review anticipa i principali risultati – si compone di quasi 300 pagine di grafici, tabelle e commenti e analizza nel dettaglio l’andamento decennale al 2024 di industria, mercato, consumi pro-capite e flussi di import-export sia per macro-aree geografiche che per i 76 maggiori Paesi produttori, consumatori, esportatori o importatori di piastrelle.
Per ogni Paese viene proposto anche un approfondimento sulla composizione dei volumi di importazione ed esportazione per tipologia di prodotto: gres porcellanato, mono e bicottura, altri materiali.
Lo studio sarà poi accompagnato anche quest’anno dalla pubblicazione del volume “Ceramic Tile Market Forecast Analysis 2025-2029”, che aggiorna le previsioni quinquennali del mercato mondiale delle piastrelle. (per info: [email protected])
Produzione mondiale ancora in frenata
Complessivamente, per l’industria e il mercato ceramico mondiale il 2024 si è chiuso confermando la prosecuzione della fase negativa registrata nel biennio 2022-2023. Il protrarsi del generale rallentamento dell’economia e delle tensioni geopolitiche internazionali si è tradotto in un ulteriore raffreddamento della domanda globale di piastrelle e, di conseguenza, in una nuova contrazione dei volumi globali di produzione e di import-export, con cali percentuali leggermente superiori a quelli rilevati nel 2023.
Nel 2024 la produzione mondiale di piastrelle è scesa a 14.950 milioni mq, segnando un -6,2% sui 15.937 milioni del 2023. Nonostante quasi tutte le aree risultino in flessione, in realtà i 987 milioni mq in meno si sono persi quasi tutti in Asia e Nord Africa.
La produzione in Asia è calata del 6,5%, da 11,6 a 10,9 miliardi mq, pari al 72,8% della produzione globale; un risultato negativo sul quale la Cina ha contribuito con una perdita di 820 milioni mq, e parzialmente compensato dal recupero di oltre 100 milioni mq del Vietnam.
Il continente europeo ha prodotto complessivamente 1.615 milioni mq (il 10,9% della produzione mondiale): grazie al recupero della produzione spagnola, l’Unione Europea ha potuto segnare un leggero +1,4% (da 1.039 a 1.054 milioni mq), ben lontano però dal compensare il -18% del 2023; in flessione, invece, l’area dell'Europa extra-UE (561 milioni mq; -8,8%), su cui ha inciso il decremento della Turchia.
In calo, a 1.428 milioni mq, anche la produzione nel continente americano: il Nord America è sceso da 349 a 328 milioni mq (-6%), mentre il Centro-Sud America si è fermato a 1.100 milioni mq segnando un -2,1%.
Infine l’Africa, dove la produzione ha subito la sua prima battuta d’arresto dopo oltre 10 anni di sviluppo, scendendo da 1.178 a 1.025 milioni mq (-13%): il calo in questo caso è da attribuire alla importante flessione in Egitto e, in misura minore, in Algeria, mentre l’area Sub Sahariana ha tenuto i livelli 2023.
Il commercio internazionale si ferma a 2,67 miliardi mq
Nel 2024, anche le esportazioni mondiali sono calate per il terzo anno consecutivo, segnando una flessione del 2,5%, replicando di fatto il -2,4% del 2023. A livello globale sono stati esportati 2.674 milioni mq, 69 milioni in meno rispetto all’anno precedente, quasi interamente imputabili al calo dell’Asia (da 1.539 a 1.472 milioni mq; -4,3%), vale a dire di Cina e India.
Al contrario, hanno sostanzialmente tenuto le esportazioni nelle altre aree: l’Unione Europea (da 770 a 768 milioni mq; -0,2%); il Centro-Sud America (da 138 a 132 milioni mq; -4,2%); il Nord America (ad 43 a 39 milioni mq; -10,8%); l’Africa (da 121 a 111 milioni mq; -7,9%). Fa eccezione, in positivo, il recupero dell’export dei paesi dell’Europa extra-UE (da 132 a 151 milioni mq; +14,7%), determinato dalla buona performance della Turchia.
Leggi l’articolo completo pubblicato su Ceramic World Review n. 163
Troverai i risultati dei singoli Paesi e le tabelle riepilogative dei maggiori esportatori e importatori
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