Produzione e consumo mondiale di piastrelle ceramiche (2022)

Il Centro Studi Acimac/MECS anticipa su Ceramic World Review i dati principali della 11a edizione dello studio annuale “Produzione e consumo mondiale di piastrelle ceramiche”. Nel 2022 i volumi globali di produzione e consumo di piastrelle sono calati rispettivamente del 9,7% e del 10,9%. In flessione dell’8% anche i flussi di import-export.

Sarà disponibile a breve la 11a edizione del volume “Produzione e consumo mondiale di piastrelle ceramicherealizzato da MECS / Centro Studi AcimacLo studio, quasi 300 pagine di grafici, tabelle e commenti, analizza nel dettaglio l’andamento decennale al 2022 di industria, mercato, consumi pro-capite e flussi esportativi sia per macro-aree geografiche che per i 76 maggiori Paesi produttori, consumatori, esportatori o importatori di piastrelle. Tra le novità di quest’anno, un approfondimento sulla composizione dei volumi di importazione ed esportazione di ogni singolo paese per tipologia di prodotto (gres porcellanato, mono e bicottura, altri materiali).

Lo studio sarà poi accompagnato anche quest’anno dalla pubblicazione del volume “Ceramic Tile Market Forecast Analysis 2023-2027”, che aggiorna le previsioni quinquennali del mercato mondiale delle piastrelle (per info: [email protected]).

Produzione mondiale in frenata

Come ampiamente previsto, il generale rallentamento iniziato nel secondo semestre dell’anno scorso ha bruscamente interrotto il recupero dei volumi globali di produzione, consumo e import-export di piastrelle che aveva caratterizzato il 2020-2021. Inflazione, crisi energetica e raffreddamento della domanda dopo l’exploit post-pandemia hanno inciso sull’andamento dell’industria e del mercato ceramico mondiale che, a fine 2022, sono tornati sui livelli del 2019, mentre i flussi di import-export si sono riportati su quelli del 2020.  

Nel 2022 la produzione mondiale di piastrelle è scesa a 16.762 milioni mq, segnando un -9,7% sui 18.572 milioni del 2021: 1,8 miliardi mq in meno, di cui principale responsabile è il gigante cinese. La produzione in Asia è infatti calata dell’11,6%, da 13,8 a 12,2 miliardi mq, pari al 73% della produzione globale; un risultato negativo sul quale la Cina ha contribuito con una perdita di 1,55 miliardi mq.

In calo, comunque, anche la maggior parte delle altre aree. Il continente europeo ha prodotto complessivamente 1.908 milioni mq (l’11,4% della produzione mondiale): in calo la produzione sia in Unione Europea (-8,4%, a 1.267 milioni mq) sia nell’area dell'Europa extra-UE (641 milioni mq; -13,5%), su cui ha inciso il decremento di Turchia e Ucraina.

In flessione, a 1.624 milioni mq, anche la produzione nel continente americano: il Nord America ha confermato gli stessi livelli del 2021 (378 milioni mq; +0,3%), mentre il Centro-Sud America è sceso a 1.246 milioni mq segnando un -8,4%.

In controtendenza rispetto agli altri continenti si segnala l’Africa, dove la produzione è salita nel 2022 a 1.037 milioni mq (+13%), grazie agli incrementi registrati in Egitto, Algeria, Ghana, Kenya e Zambia.

Il commercio internazionale si ferma a 2,77 miliardi mq

Nel 2022 le esportazioni mondiali hanno segnato una flessione dell’8,1% perdendo tutto l’incremento dell’anno precedente e riportandosi a 2.770 milioni mq, come nel 2020. Anche in questo caso, la contrazione ha riguardato tutte le aree geografiche, con l’unica eccezione del Nord America, in rialzo del 5,8% a 48 milioni mq. L’Asia ha perso il 4,3% scendendo da 1.414 a 1.353 milioni mq, pari al 48,8% dell’export mondiale. L’export dell’Unione Europea è sceso da 1.051 a 965 milioni mq (-8,2%), pari al 35% dell’export globale. Marcata anche la contrazione delle esportazioni dei Paesi dell’Europa extra-UE (da 235 a 174 milioni mq; -26%). In calo del 10,2% anche l’export del Centro-Sud America (164 milioni mq) e del 22,7% quello dell’Africa (66 milioni mq).

L’Unione Europea si conferma l’aera più votata ai mercati internazionali, con una quota export che nel 2022 si è confermata al 76,2% della propria produzione. Fortemente distanziate tutte le altre aree.

I maggiori paesi esportatori in volume sono stati, nell’ordine, Cina, Spagna, India e Italia, che mantiene invece il suo primato in valore, con un prezzo medio di 16,8 €/mq.

I dati del primo semestre 2023 mostrano uno scenario di contrazione a doppia cifra per tutti i maggiori esportatori, tranne l’India che ha segnato un +31% in volume e +24,8% in valore.

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