Il residenziale frena la crescita delle costruzioni in Europa

Riviste al ribasso le stime Euroconstruct per il 2023 (-1,7%) e le previsioni 2024 (-2,1%). Il settore delle costruzioni tornerà a crescere dal 2025.

Costruzioni in Europa in stagnazione fino al 2025. Le nuove proiezioni provengono dalla 94° Conferenza Euroconstruct, svoltasi in novembre a Londra, che ha rivisto al ribasso le aspettative rispetto al +2% precedentemente indicato.

Dopo l’inaspettata crescita che ha caratterizzato il 2022, il settore delle costruzioni nei 19 paesi Euroconstruct si è trovato ad affrontare la difficile situazione economica del 2023. Stante la perdurante crisi in Ucraina, gli elevati tassi di interesse e il rialzo dell’inflazione, il bilancio dello scorso anno, infatti, non è stato positivo (-1,7% stimato), né lo sono le proiezioni per il 2024 che, anzi, parlano di un inasprimento delle condizioni di mercato. Secondo gli analisti, tuttavia, a partire dal 2025 il settore potrà contare su un tasso di crescita annua dell’1,5% che perdurerà anche nel 2026, rientrando sui livelli del 2016.

Residenziale in contrazione per tutto il 2024

In questa panoramica generale, disomogeneo è l’andamento dei vari segmenti. Mentre l’ingegneria civile ha performato bene nel 2023 e continuerà a espandersi fino al 2026, l’edilizia non residenziale, contrariamente alle aspettative, ristagnerà fino alla fine del 2024 per poi riprendere la curva ascendente.

Senza dubbio la maggiore criticità è rappresentata dal comparto residenziale, artefice della frenata del settore delle costruzioni: fino alla fine del 2024 continuerà a perdere volumi di mercato, recuperando modeste quote negli anni successivi. Il rallentamento sarà più pronunciato in Svezia, Italia, Finlandia e Ungheria, tuttavia, anche i paesi con i mercati residenziali più importanti - come Regno Unito, Germania e Francia - stanno affrontando e affronteranno perdite considerevoli.

A concorrere maggiormente alla flessione, gli elevati tassi di interesse sui mutui. Secondo i risultati di un’indagine della BCE, nel terzo trimestre del 2023 gli standard di concessione dei prestiti si sono inaspriti in tutte le categorie di credito provocando un importante rallentamento della domanda da parte di imprese e famiglie. A settembre, la Banca Centrale Europea aveva segnalato nell’Eurozona un tasso di interesse medio di poco inferiore al 3,6% per i mutui con durata di 10 anni, rispetto a poco meno dell’1,4% di inizio 2022. Per questa ragione entro il 2025, il numero di costruzioni edilizie dovrebbe scendere al livello più basso dal 2016.

Nel 2023, il trend negativo del residenziale ha inevitabilmente trainato al ribasso il segmento delle ristrutturazioni, previste in calo anche nel 2024.  Al contrario, le ristrutturazioni nell’edilizia non residenziale hanno registrato un andamento positivo che proseguirà anche nell’esercizio in corso superando le performance delle nuove costruzioni. 

Secondo le proiezioni, un altro fattore non favorevole alla ripresa sarà l’inflazione dei prezzi al consumo che nel 2024 rimarrà al di sopra della media storica, salvo per una piccola minoranza dei Paesi in cui è prevista scendere sotto la soglia del 2,5%.

Ingegneria civile, la più resiliente

Come detto, il segmento dell’ingegneria civile sarà quello più resiliente in assoluto, sostenuto dagli investimenti del settore pubblico. Revisioni al rialzo si osservano soprattutto sul versante energetico e, in misura minore, in quello delle costruzioni stradali. La crescita di questo settore è dovuta all’urgente necessità di agire in relazione alle reti di trasporto e alla produzione e distribuzione di energia, dato l’attuale clima socioeconomico e politico. Poiché si tratta di progetti che richiederanno lunghi tempi per essere completati, le prospettive a lungo termine per il settore dell’ingegneria civile rimangono senz’altro positive.