Export e import mondiale di sanitari (2020)

Luca Baraldi, MECS / Acimac Research Dept.

Il Centro Studi Acimac / MECS aggiorna l’analisi del commercio internazionale di sanitari in ceramica. Nel 2020, primo anno della pandemia, le esportazioni mondiali di sanitari hanno subito una contrazione del 5% sul 2019, andamento negativo diffuso in tutte le aree geografiche di produzione.

Nel periodo 2010-2020, i flussi globali di import-export di articoli sanitari in ceramica sono aumentati del 53%, da 2,16 a 3,3 milioni di tonnellate, con un tasso di crescita annuo composto del 4,3%. Il trend positivo che ha caratterizzato quasi l’intero decennio si è interrotto nel 2020 – l’anno della pandemia -, chiuso con una contrazione delle esportazioni del 5% sul 2019, un andamento negativo riscontrato praticamente in tutte le aree geografiche di produzione.

L’Asia si conferma il maggior esportatore mondiale di sanitari confermando la sua quota sull’export mondiale al 62,6%, nonostante il calo del 4,8% a 2,1 milioni di tonnellate; a tale risultato hanno contribuito le flessioni di tutti i maggiori esportatori asiatici, Cina, India, Tailandia e Vietnam.

In calo del 9,7% anche l’export dell’Unione Europea, secondo maggiore esportatore mondiale, sceso a 489mila ton.; qui, l’incremento del 6,5% registrato in Polonia (divenuto primo esportatore di sanitari in UE con 83mila ton.) non è stato sufficiente a compensare il calo di Germania (-5,6%) e Portogallo (-19,8%). Unica area del pianeta in cui l’export di sanitari è rimasto in terreno positivo è il Nord America (NAFTA) che ha toccato le 368mila ton. (+0,7% sul 2019), quasi interamente realizzate dal Messico. Dopo un decennio di crescita costante, anche l’export dei Paesi europei extra-UE ha segnato nel 2020 una prima lieve flessione (-0,8% a 235mila ton.), nonostante il nuovo incremento della Turchia. Seguono, sempre con segno meno, il Sud America (79mila ton., -9,2%) e l’Africa (64mila ton., -14,5%).

La classifica 2020 dei 10 Paesi top exporter ha visto l’uscita dell’Italia e l’ingresso della Russia al decimo posto (+3,9% sul 2019) e qualche riposizionamento in graduatoria. Solo 3 Paesi hanno incrementato il proprio export di sanitari rispetto al 2019.

Al vertice della classifica rimane la Cina, che ha portato le sue esportazioni dalle 902mila ton. del 2010 a 1,70 milioni ton. nel 2020 (CAGR +6,5%), anno in cui ha registrato la sua prima flessione (-2,8% sul 2019). Da sola, la Cina genera l’82% dell’export asiatico e il 59% dell’export mondiale.

Il Messico, secondo grande esportatore con una quota dell’11,6% sull’export globale, ha ridotto dello 0,8% le sue esportazioni nel 2020, scese a 333mila ton., anch’esso interrompendo un trend di sviluppo costante nel decennio. Nonostante il calo del 13,9% sul 2019 a 172mila ton., l’India si conferma al terzo posto, seguita sempre dalla Turchia, con 166mila ton. esportate (+0,9% sul 2019) e dalla Tailandia, mentre la Polonia è salita al sesto posto tra i big exporter, superando Portogallo, Germania e Vietnam. Complessivamente, i 10 maggiori esportatori di sanitari hanno realizzato l’84% dell’export globale.

 

Leggi l’articolo completo pubblicato su Ceramic World Review 144/2021

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